Cycles Gladiators

 In Bike Passion
Cycles Gladiator
Cycles Gladiator
Massias – 1905 circa

Intorno al 1890 viene messa a punto la bicicletta moderna. Un mezzo di trasporto semplice, efficace, sano e divertente, che offre a buon mercato il sogno della libertà. La diffusione è immediata, dall’Europa all’America. Questo veicolo a due ruote diventa il nuovo status symbol borghese e segna una nuova, importantissima tappa nel processo di autonomia della persona. Non solo. Del nuovo veicolo se ne impossessano gli stati maggiori (nel 1899 in Italia è istituito il reparto dei bersagliere ciclisti) e le organizzazioni sportive. Nel 1903 viene organizzato il primo Tour de France, che solleva l’entusiasmo delle folle e consacra la bicicletta a nuovo mito dello sport. In questi anni si succedono quasi senza interruzione i manifesti che reclamizzano sempre nuove marche, affollati di uomini e donne che pedalano felici in campagna o in riva al mare. Nessuno, però, ha osato quanto Massias (autore di cui non è stato possibile reperire alcuna notizia biografica) in questo straordinario manifesto, in cui il nuovo mezzo è addirittura investito di un alone addirittura mitologico. In un magico notturno stellato vagamente nebuloso, la bicicletta ha messo le ali come Mercurio, messaggere divino e dio stesso del movimento e della comunicazione. Appare come una divinità anche la fanciulla che la guida (o che forse ne è guidata), splendida nel corpo adolescenziale completamente nudo e nella chioma fiammeggiante che contrasta col buio della notte. Con la complicità dell’aria la capigliatura si gonfia e diventa serpeggiante decorazione, in una fantasiosa adesione agli stilemi liberty. Il nome della marca, ben inserito nel contesto, è scritto con caratteri dello stesso colore – un verde slavato – delle ruote e del telaio. L’affiche è una delle più belle mai realizzate

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Comments
  • Rin tin tin

    Li riguardo sempre volentieri

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