Barba o Baffi? Entrambi grazie!

 In Dress Code

Ogni civiltà, passata e no, ha scelto forme antropomorfe non glabre come massimi esponenti della tensione spirituale del popolo. Per i greci, ai quali dobbiamo il termine mustacchi che infatti deriva dall’antico mústax, mustakós, gli dei dell’Olimpo capitanati da Zeus, in cui si specchia Giove, e che discendo a loro volta da Odino erano perentoriamente barbuti; per non parlare del resto della combriccola Thor, Poseidone, Vulcano, Loky, etc. Sull’opposto versante, anche gli dei degli dell’Ade schierano i loro irsuti rappresentanti: Satana, Caronte… Da sempre, barba e baffi hanno rappresentato tutte le sfaccettature dell’animo umano.

Ricordo con gioia le prime lezioni di rasatura datatemi da mio padre, sono momenti per un ragazzo che significano qualcosa che va oltre il mero atto del radersi. La barba o i baffi infatti sono segni inequivocabili della propria mascolinità. Esplicativa del passaggio dalla condizione di bimbo a quella di uomo.
Quanto è importante per il ragazzo scoprire per la prima volta al suo risveglio quella, all’inizio, gentile e lieve peluria tra il naso e il contorno del suo labbro superiore? Asserisco senza alcun dubbio, e con cognizione di causa, che sia estremamente importante.

I più grandi uomini hanno portato la barba o i baffi. Segno distintivo per tutti, rivendicano il proprio corposo carattere e la fierezza come la barba di Garibaldi o Freud; il lato geniale e sbarazzino come i baffoni di Einstein o gli spaghetti di Dalì. Penso ai basettoni di Neil Young negli anni ’70, c’è chi come Frank Zappa divenne così facilmente identificabile grazie anche ai suoi baffi, che, dopo la sua morte, fu posto un copyright sulla sua immagine.

Non importa come li si portino, se naturali, ungheresi, alla Dalì, inglesi, imperiali, o liberi; i baffi sono sempre l’espressione migliore dell’uomo che vi è dietro. Modulo espressivo del proprio essere e per questo esteticamente perfetti a prescindere. Una gonade autoassertiva del proprio essere. Una discendenza patriarcale, un preciso ed amorevole atto di appartenenza verso chi ci ha creato e verso chi creeremo.

Uno degli slogan della Fondazione Movember è “Son you make me proud“. Portare i baffi o la barba non è uno scherzo, bisogna esserne capaci; bisogna essere orgogliosi dei propri peli facciali, come li chiamano gli inglesi. Posso parlare solo per me ovviamente e in tutta sincerità vi dico che la mia è stata una scelta naturale; i miei modelli sono stati due uomini baffuti che mi hanno reso quello che sono: mio padre e mio zio. Ora che loro non ci sono più tocca a me mantenere vivo lo spirito del baffo in famiglia; lo faccio con gioia e tanta autoironia come lo impone un certo modo nel prendere la vita che era loro proprio.

Graziose Signore e Gentili Signori, qualche volta un baffo può cambiarvi la vita, può anche accadere tuttavia che ve la salvi come è accaduto a me!

Iron Tweed

Recommended Posts

Start typing and press Enter to search

Brillantina Linetti